L’USO DELLE ERBE NELLA COSMESI: LE ESSENZE PROFUMATE – puntata 2

L’USO DELLE ERBE NELLA COSMESI: LE ESSENZE PROFUMATE – puntata 2

La lavanda, che un tempo profumava l’acqua calda degni bagni pubblici romani, il cui uso si diffuse poi negli angoli più remoti dell’impero, è un’erba il cui nome è tuttora associato alla pulizia personale e domestica. La prima ricetta per la preparazione di acqua di lavanda risale al ben lontano 1615. Quest’erba fu presto ampiamente usata in sacchettini per eliminare l’odore di chiuso, tra i vestiti per tener lontane le tarme e nelle cere per impedire l’attacco dei tarli ai mobili del legno. Inoltre, l’odore sgradevole del sapone, che fino al 1800 era preparato facendo bollire grasso animale con legno di frassino, veniva mascherato aggiungendo olio di lavanda.

Le grandi abitazioni dei secoli scorsi avevano una stanza di distillazione nella quale erbe, spezie e atre materie prime venivano mescolate per preparare polveri, cere, sacchetti profumati, acque floreali e pot-pourri. Palline di sostanze aromatiche e mazzolini di erbe profumate erano portati addosso per prevenire infezioni, soprattutto durante le epidemie di peste; spesso, simili, composizioni includevano anche la ruta per la sua fama di ammazza – pulci.

La prima acqua da toilette fu l’ “acqua ungherese”, preparata nel XIV secolo mettendo il rosmarino a macerare in alcol; mentre i sofisticati profumi che conosciamo oggi fecero la loro comparsa in Francia solo verso la fine del XVIII secolo.

L’acqua di Colonia, preparata con oli essenziali e alcol, nacque invece nell’omonima città tedesca nel 1709. Uno dei primi profumi floreali fu l’acqua ai fiori d’arancio o neroli, introdotta intorno al 1725. Le essenze sintetiche comparvero invece alla fine del XIX secolo, senza però scalfire il prestigio degli oli naturali che sono ancora la base dei profumi di qualità.

Un profumo è costituito da tre componenti fondamentali: la note principale, ottenuta dagli ingredienti con i profumi più freschi e più pungenti (limone, lime, basilico, bergamotto, coriandolo, lavanda, camomilla romana); la nota secondaria, ottenuta da erbe e spezie con profumi penetranti (salvia moscatella, chiodo di garofano, zenzero, gelsomino, nardo indiano, rosa, noce moscata, ylang- ylang); e la nota base, per lo più da legni, radici, resine e gomme, come l’incenso, la mirra, il sandalo, la cannella e il cedro.

La formule dei profumi più famosi sono vincolate dal più ferreo segreto di fabbrica, sebbene di alcuni siano noti i componenti principali; così si sa, per esempio che Chanel No. 5  ha note principali di bergamotto, limoni e neroli, note secondarie di rosa, gelsomino, ylang-ylang e note a base di cedro, votive e vaniglia.

 

ELEMENTI VEGETALI USATI IN PROFUMERIA:

Rosa – ROSA

Estratti astringenti, tonici, usati nelle creme emollienti e in diversi preparativi per la pelle e nei profumi.

Resina di Boswellia

Tale resina è impiegata in profumeria da migliaia di anni. Gli antichi Egizi la usavano anche per una crema antirughe, e ancora oggi serve allo stesso scopo, oltre che come nota base essenziale per moltissimi profumi.

Prunus Duclis – MANDORLO

Olio emolliente, usato negli idratanti e come ingrediente nelle creme emollienti.

Theobroma cacao – CACAO

Produce un olio ricco, calmante, usato per idratare la pelle.

Thymus vulgaris – TIMO

Uno dei più potenti antisettici naturali più potenti, usato soprattutto sotto forma di timolo nelle paste dentifrice e nei colluttori.

 

 

L’USO DELLE ERBE NELLA COSMESI: LE ESSENZE PROFUMATE – puntata 2

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