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In questo momento storico e sociale, dove la criticità economica paralizza e spaventa, occorre ritrovare una prospettiva più ampia per scoprire la voglia di vivere serenamente la quotidianità. Come negli anni ’50, in un momento di ristrettezze economiche determinate dalla conclusione di un conflitto bellico mondiale, si ricostruiscono gli spazi della casa alla luce di oculate scelte che diventano valore e fondamento per l’economia in generale. Nel cuore domestico, dove si fa tesoro di tutto dall’acqua alla luce del sole, il terrazzo si allieta di vita che nasce e cresce donandoci frutti, aromi, fiori.

Il terrazzo diventa un modo per produrre consapevolmente ortaggi, frutta e aromi da coltivare e portare in tavola, un domestico paradiso terrestre da vivere e condividere. La riscoperta di buone regole di economia domestica, intesa come fare, imparare a lavorare in casa, in famiglia, saranno il punto di partenza per trasformarlo in risorsa economica e respiro verde per momenti felici da soli o in compagnia.

 

La cura e la cultura del verde, patrimonio di tutti gli abitanti della casa, sono così momento di lavoro ma anche condivisione reciproca di affetti, costruzione e produzione. Lo spazio e il tempo si ritrovano nella successione delle stagioni, scandite dal nascere e morire delle foglie, nella magia di raccogliere ciò per cui si è lavorato. Zucchine e fagioli si arrampicano su pergole e treillage per mescolarsi a gelsomini e rose, l’ulivo ombreggia aromatiche e fragoline, il profumo di biancheria pulita della lavanda, si fonde ai colori accesi di pomi succulenti in un concerto annuncio dell’estate.
Superate le visioni patinate di ambienti minimalisti asettici o di spazi zen male interpretati dalla nostra cultura, rivalutiamo la tradizione italiana con uno sguardo alla pluralità mediterranea. Questo non è dettato da uno spirito campanilistico ottuso, ma dal desiderio di disegnare una realtà più autentica che si sposi meglio con il nostro Territorio, trovare una soluzione creativa e costruttiva per superare il buio e l’immobilità anche nella semplice costruzione di un angolo verde.

Ecco allora che il giardino o il terrazzo, luogo di passaggio tra il privato e il pubblico, tra la casa e il mondo, vivono in armonia nel Paesaggio, in continuità con lo stesso, nella riscoperta di quella Bellezza, l’unico valore che ci può salvare.

Ripartiamo quindi dalla soglia di casa, personalizzando e vivendo quel luogo che è proprio tra noi e gli altri, grazie all’elemento vitale del verde, con uno slancio proteso avanti.

Ogni settimana daremo alcuni consigli. Partiamo con …

Le piante
Per quanto riguarda gli alberi, va bene tenerli singolarmente in vaso, o addossati al muro se a spalliera. Si consigliano: Olea europaea (ulivo), Prunus avium (pero), Citrus limon (limone) Ficus carica (fico), Punica granatum (melograno) Ceratonia siliqua (carrubo).
Per gli arbusti è bene creare una base verde di facile manutenzione e di sicura riuscita composta per esempio da gardenie, pittospori, bossi e lavande e incrementarla con rosmarini ricadenti, bulbose, fioriture stagionali o da cogliere (dalie, zinnie,canna indica, gladioli, tuberose). Ogni tanto qualche ortaggio (pomodori, zucchine) insieme nella fioriera o in vasi singoli poiché anche le verdure hanno belle foglie e bellissimi fiori. Con più spazio e un po’ più di esperienza si possono osare i passi successivi: melanzane, peperoncini, fagiolini.
Per quanto riguarda i rampicanti, da far salire su pergole, gazebi o treillages si consigliano: Rhyncospermum jasminoides (dall’ipnotico profumo nei mesi di maggio-giugno) da mischiare a fagioli, cornetti e zucchine, Passiflora (con frutti eduli), Vitis labrusca (dai succosi grappoli).
E ancora le insalate da taglio: rucola e lattuga soprattutto (è sufficiente un contenitore rettangolare con il lato minore di almeno 40 centimetri, profondo anche solo una ventina).

Vasi e contenitori
Per ottimizzare lo spazio e dare più terra e agio alle piante, è preferibile usare fioriere rettangolari profonde almeno 40 cm. La terracotta è da prediligere per traspirazione, freschezza del terriccio ecc. alla plastica ma occorre prestare attenzione ai pesi, poiché sui terrazzi c’è un limite di portata della soletta. Sul fronte si può giocare con composizioni di vasi tondi di diversi diametri e fogge cercando di accostarli in armonia tra di loro.
Vasi di piccolo diametro possono servire per coltivare piante singole come le aromatiche (timo, menta), ma sono da sconsigliarsi perché portano a un utilizzo dello spazio non ottimale.

La settimana prossima un’altra puntata! Continuate a seguirci.

“Un viaggio” nel… terrazzo. Parte I

| progetto giardino, terrazzi |
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